Ultima modifica: 2 Gennaio 2018

Storia Vittorio Bachelet

La storia dell’ITC Vittorio Bachelet

Nel 1981, a seguito dei primi insediamenti urbanistici nei quartieri di Casalotti, Quartaccio e Montespaccato, viene istituita in via Boccea 590 una succursale dell’ITC “CECCHERELLI” (allora diretto dal Preside Sementilli) con lo scopo di far fronte alla richiesta da parte dell’utenza di un istituto superiore con orientamento professionalizzante.

L’iniziativa riscuote un notevole successo e già tre anni dopo, nell’anno scolastico 1984-85, l’Istituto, con il nome provvisorio di “Istituto Tecnico Commerciale 26° Distretto” ottiene l’autonomia sotto la direzione, per un solo anno, del Preside incaricato, prof. Paparelli.

Nell’anno scolastico 1985-86 arriva alla guida dell’Istituto il professor Cecilia Adolfo quando, l’allora  Ministro della Pubblica Istruzione Falcucci, lo intitola al nome di “Vittorio Bachelet”, in memoria del professore ordinario di Diritto dell’Università di Roma “La Sapienza”, ucciso nel 1980 dalle Brigate Rosse.

L’impegno dei docenti e del Dirigente Adolfo Cecilia (primo fra i Presidi dell’Istituto) è stato, fin dall’inizio, quello di formare ragionieri dotati di preparazione moderna e di flessibilità mentale, in grado di essere anche cittadini attivi ed aperti ad ogni stimolo.

Fin dalla sua costituzione l’immagine esterna dell’Istituto è risultata piuttosto positiva, tanto da far diventare lo stesso polo di attrazione e  punto di riferimento per un’utenza di estrazione popolare, dislocata ai margini della città, in  un territorio del tutto privo, inizialmente, di centri di irradiazione culturale.

Sin dai primi anni di vita del “Vittorio Bachelet”, l’obiettivo dei docenti e del Dirigente Scolastico è stato prioritariamente quello di rispondere ai bisogni del territorio cercando di fornire stimoli multiculturali alla propria utenza, affiancando alla didattica quotidiana  uscite  e viaggi d’istruzione, di favorire la comprensione del messaggio teatrale, di lottare contro il disagio dei giovani, di orientare in modo efficace gli studenti al mondo del lavoro, di creare a scuola una biblioteca degna di questo nome, da aprire anche all’esterno e che recentemente è stata intitolata al Preside Adolfo Cecilia.

Ammortizzare le differenze sociali con stimoli culturali plurimi nel processo di formazione della persona – ragioniere: questa è stata dunque, fin dal primo anno della costituzione del “Vittorio Bachelet”,  la strategia messa in atto dalla nostra scuola per attuare la sua mission.

A seguito del consistente nuovo aumento delle domande di iscrizione, legate all’ulteriore crescita territoriale di nuovi quartieri come Ottavia – Massimina –Palmarola, nel 1985 l’Istituto ha potuto ampliarsi al punto di istituire una succursale in Via Decio Azzolino, ospite di una scuola elementare. Sempre più l’impegno dell’Istituto è stato rivolto al sostegno della motivazione allo studio degli studenti e alla collaborazione con famiglie degli stessi per la realizzazione di un progetto educativo condiviso.

A tale scopo nell’anno scolastico 1990/1991 nascono progetti specifici di attenzione alle problematiche dell’età adolescenziale: il Progetto giovani, l’Educazione alla salute, ed il Laboratorio teatrale (che produrrà il suo primo lavoro nell’aprile del 1992) mirano a coinvolgere gli studenti in progetti che possano promuovere lo spirito di osservazione critica della realtà, sviluppare la socialità attraverso la conoscenza di sé ed il confronto con gli altri all’insegna del rispetto, rafforzare la personalità mediante attività gratificanti, in grado cioè di potenziare l’autostima

Particolare attenzione è sempre stata offerta all’ambito delle attività sportive che andavano ben oltre le ore previste dal curricolo. Pionieri in questo senso si è stati nell’attivare, nella succursale sprovvista di palestra, un progetto ,sicuramente all’avanguardia per quegli anni, che consentisse agli studenti durante le ore di educazione fisica di usufruire di una piscina in zona per poter svolgere attività sportiva

Il coinvolgimento degli studenti in attività sportive si manifestava anche attraverso la  partecipazione a tornei di pallavolo, calcio, pugilato educativo, tennis e nuoto che hanno visto spesso gli studenti del Bachelet  riportare interessanti successi.

Un interesse che nel 2003 si è   concretizzato attraverso la caratterizzazione di un percorso sportivo nell’ambito della flessibilità curricolare allo scopo di offrire agli alunni una formazione di base che integri le conoscenze giuridico-economiche a quelle tecnico sportive, biologiche e sociologiche, rispondendo altresì ad una precipua domanda di formazione nel settore giuridico-economico, che proviene dal mondo dello sport.

Vista la tipicità dell’indirizzo commerciale dell’Istituto particolare attenzione è stata posta alle nuove esigenze del mondo del lavoro: da un lato attraverso la realizzazione di percorsi formativi innovativi quali la minisperimentazione di lingue, consistente nello studio di due lingue straniere per la durata del quinquennio, e il corso sperimentale  Brocca, attuando le proposte di governo a livello dei contenuti dei programmi ministeriali; dall’altro iniziando un’ importante apertura della scuola al mondo del lavoro (che ancora oggi impegna molte nostre energie) attraverso lo svolgimento di stage e visite aziendali che tendevano a far conoscere ai nostri studenti il funzionamento e l’organizzazione di quel mondo del lavoro che li avrebbe accolti dopo, il diploma.

Dopo il brevissimo intermezzo del Preside Antonio Panaccione, anno scolastico 1993-94 che pure aveva individuato nella sperimentazione una ulteriore possibilità di crescita per l’Istituto, i dieci anni trascorsi sotto la guida sicura del Preside Natale Finocchiaro, dall’anno scolastico 1994/95 al 2004/05, hanno permesso al “Vittorio Bachelet” di decollare e di rimanere uno stabile polo di attrazione per il territorio in un momento di grandi trasformazioni nella scuola italiana.

Questo obiettivo è stato raggiunto nonostante il cambiamento di sede, avvenuto nel gennaio del ’96, che, allontanando l’Istituto dal suo tradizionale bacino d’utenza di Casalotti, lo ha messo in più stretta competizione con le numerose scuole superiori che gravitano attorno alla zona mediana di Via Boccea.

La nuova sede di via di Nazareth 150, inaugurata nel ‘96, bella e prestigiosa, ma soprattutto con la capacità di interpretare i bisogni del territorio, rinnova il successo del “Vittorio Bachelet”, ancor più notevole se si considera la chiusura di molti Istituti dello stesso tipo avvenuta negli ultimi cinque/dieci anni .

Nell’ottica di offrire un servizio completo, che abbracci una fascia di utenza non più in età scolare ma anche quella “adulta”, nell’a.s. 1996/97  nasce il corso serale. Il corso è rivolto prevalentemente a coloro che non hanno potuto completare il piano di studi, visto che si attiva solo l’ultimo anno di studio, ma che viene sostenuto da corsi pomeridiani di preparazione agli esami di idoneità, dove si attua il modello della “Didattica Breve”, ovverosia  quel “complesso di tutte le metodologie che, agli obiettivi della didattica tradizionale (rispetto del rigore scientifico e dei contenuti delle varie discipline), aggiunge anche quello della drastica riduzione del tempo necessario al loro insegnamento e al loro apprendimento”.

Negli stessi anni diventa sempre più incalzante il fenomeno della dispersione scolastica, che rafforza ancor più le differenze sociali presenti nel territorio. A metà anni ‘90 gli abbandoni e le bocciature nelle prime classi si aggiravano intorno al 30% ed inoltre  il decreto d’Onofrio del ‘94, eliminando l’esame di riparazione, chiedeva implicitamente alle scuole di essere più produttive e di ricercare nuove strade pedagogico – didattiche per dare  una preparazione almeno sufficiente a quanti più studenti possibile.

Il progetto antidispersione e le nuove tecnologie sono state la nostra risposta, le due strade maestre in cui si è identificata da allora in poi  la strategia per l’attuazione della mission della nostra scuola nella formazione della persona – ragioniere, pur senza rinnegare nulla del passato.

Risultò chiaro ad una prima analisi che diverse erano le tipologie di dispersione scolastica (esplicita, implicita, occulta, umana), ma che bisognava considerare prioritario l’obiettivo di ridurre la dispersione esplicita, quella che riguardava cioè gli alunni ritirati o che  non rinnovavano l’iscrizione dopo una bocciatura.

L’introduzione dell’Indirizzo Giuridico Economico Aziendale ( IGEA),  in ordinamento e la pubblicazione del PEI d’Istituto nel ’96/97, mentre era ancora attivo il progetto antidispersione, stimolarono la riflessione dei Consigli di classe sulla valutazione analitica, che orienta al recupero, mentre alcuni coordinamenti di materia e docenti singoli adottavano la didattica modulare, di chiaro valore antidispersivo, e molti gruppi disciplinari procedevano all’allineamento dei programmi e all’adozione comune dei libri di testo per favorire il recupero e le attività comuni. Corsi di recupero si attivarono nel pomeriggio ad integrazione dell’apertura nelle classi del mattino e ad altre modalità di recupero, contenute oggi tutte nel P.O.F.

In linea con il principio della rimotivazione allo studio si realizzano progetti in rete come quello di Educazione Ambientale che si concretizza attraverso la realizzazione di un ipertesto utilizzando il materiale raccolto ed elaborato dagli alunni nel corso di tre anni di lavoro sul territorio, in particolare nel Parco naturale del Pineto. Il progetto di Educazione Ambientale avrà ulteriori sviluppi che vedranno gli studenti coinvolti nell’organizzazione di mostre e seminari, nella partecipazione al progetto finlandese ENO (Environment on line), e nella progettazione di iniziative concrete per lo sviluppo sostenibile.

L’impegno dell’Istituto verso la dispersione implicita, quella cioè che assume le sembianze della demotivazione allo studio, si manifesta attraverso un’intensa attività progettuale, come il Progetto multimedialità, rivolto ai docenti, ma con ricaduta sugli studenti, che tra i suoi obiettivi aveva quello di sollecitare gli insegnanti ad introdurre strumenti multimediali nella didattica.

In questo contesto si inserisce anche il Progetto qualità, che avviatosi a metà anni ’90 e concretizzatosi nel nuovo millennio attraverso il conseguimento della certificazione, persegue obiettivi di efficacia ed efficienza della scuola, individuando aree problematiche e mettendo a punto le strategie necessarie  per il miglioramento.

La consapevolezza dell’importanza di percorsi formativi legati all’informatica e alle lingue straniere si concretizza attraverso la partecipazione a progetti di reti di scuole sia sul territorio nazionale che europeo, dove la creazione di prodotti multimediale rappresenta il risultato finale e visibile di una dimensione collaborativa tra docenti e discenti.

Nel 1995 viene affidata al preside Finocchiaro la Direzione Tecnica del Progetto Phenix: un progetto, nell’ambito del programma Socrates, di collaborazione tra Italia, Francia e Lussemburgo, finalizzato alla costituzione di un gruppo trasnazionale di formazione comune per l’approfondimento delle metodologie per l’insegnamento del francese/italiano come lingue straniere nei settori della comunicazione, dell’economia, del commercio e del turismo attraverso l’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche.

La consacrazione dell’era della multimedialità avviene, in modo manifesto, attraverso una conferenza del 1 giugno 1999, presso l’Istituto, del prof. Stefano Levialdi,  Docente ordinario di “Interazione Uomo-macchina” dell’Università di Roma “La Sapienza”; confermando la validità del percorso intrapreso dai docenti nella direzione dell’innovazione, e in modo occulto attraverso la realizzazione di ipertesti nell’ambito delle aree di progetto o di attività afferenti a progetti didattici di carattere nazionali come il “Gli Studi Pirandelliani” o l’iniziativa “Cittadinanza, Mafie e Memoria” proposta dal Comune di Roma, d’intesa con le Associazioni Chance, Liberae Trousse.

Successivamente vengono organizzati corsi di formazione per il conseguimento della patente Europea del Computer –ECDL-  Nelle classi del biennio si struttura l’insegnamento di trattamento testi in modo da fornire i contenuti almeno dei primi tre moduli tra quelli necessari al conseguimento della patente informatica e nelle classi terze e quarte, utilizzando la quota riservata al curricolo  locale, si completa la formazione dei contenuti in orario curricolare. Attività questa rafforzata dalla costituzione di una task force interna che dal 2000 permette all’Istituto di  diventare test center per gli esami della patente europea del computer.

Il progetto “Bachelet on line” è stato la logica conclusione di questo grande interesse accordato all’informatica: attraverso un registro elettronico il progetto  permette infatti un’informazione tempestiva alle famiglie sui risultati scolastici e sulle assenze, fornendo un servizio di qualità e di grande valore antidispersivo.

L’importanza delle lingue straniere viene sostenuta, dopo la minisperimentazione degli anni ‘90 e l’attuazione del l’ordinamento IGEA, attraverso l’attivazione di corsi pomeridiani per il conseguimento della  patente europea di lingua Inglese e Francese (Trinity e Delf), la realizzazione del progetto “Scambi culturali con istituzioni scolastiche estere”, dove fanno da padroni paesi anglosassoni e francofoni; ma ancor più  rinforzata attraverso all’introduzione di un percorso linguistico in cui viene introdotta una terza lingua straniera.

È proprio nell’a.s. 2003/04 che si concretizza l’introduzione di un percorso linguistico, utilizzando il curricolo locale, attraverso lo studio di una terza lingua europea , lo spagnolo, con un docente di madre lingua.

Sempre nello stesso anno viene introdotto un percorso  di specializzazione sportiva con l’obiettivo di formare una specifica figura professionale emergente: l’esperto della gestione di imprese operanti nel campo delle aziende sportive, ovverosia un “tecnico” che abbia una formazione giuridico-economica integrata con conoscenze   tecnico sportive, biologiche e sociologiche. Un itinerario didattico che viene sostenuto ancor più dalla nascita di una rete di scuole ad indirizzo sportivo di cui l’Istituto Bachelet ne è polo.

Le nuove tecnologie sono state applicate in modo innovativo anche al problema della continuità: con il “Progetto Rete 26”, che si è evoluto nel progetto “Qualità e certificazione”, le scuole dei vari ordini e gradi che vi partecipano possono infatti tenersi in contatto e comunicare su qualunque tipo di problema tramite posta elettronica.

La costruzione di una piattaforma web porterà a compimento questo processo, mettendo on line percorsi ed esercizi di potenziamento e di recupero in tutte le discipline, a cui potranno accedere le varie scuole, i singoli alunni ed altri soggetti del territorio (ad esempio adulti che abbiano abbandonato gli studi e siano intenzionati a riprenderli nelle sezioni serali):lo strumento informatico potrà così realizzare concretamente il tutoraggio uno ad uno che nelle scuole è stato ed è sempre problematico.

Contro la dispersione umana e per stimolare negli studenti l’idea che il cittadino può e  deve avere un ruolo propositivo nella società, si è attivato già da diversi anni il progetto di educazione alla cittadinanza attiva, con percorsi diversificati nel biennio e nel triennio.

Molto più difficile risulta contrastare la dispersione occulta, che si manifesta non nella scuola, ma nel mondo del lavoro per quei soggetti giunti alla promozione con valutazioni basse, che spesso debbono accontentarsi di lavori non corrispondenti al titolo di studio. E’ questo un problema più sociale che scolastico vero e proprio, a cui la scuola potrebbe però dare il suo contributo attivando percorsi individuali di recupero nelle competenze con l’aiuto della piattaforma web messa a disposizione anche della potenziale utenza adulta esterna alla scuola.

Attraverso eventi aperti al territorio e alle istituzioni sono stati offerti momenti di riflessione sulle attività che si realizzano o su tematiche di carattere sociale: nel maggio del 2000  si realizza l’incontro – dibattito “Mafia e Società”, un progetto didattico che si è avvalso anche dell’apporto qualificato della giornalista Marcelle Padovani e di testimonianze come quella del magistrato Vittorio Borraccetti; nel 2003 il convegno “EMERGENZA PACE. Voci dal NORD e dal SUD del mondo”, con il con la partecipazione di Emergency.

Nel 2005, in linea con il nuovo percorso sportivo intrapreso, si attua il convegno “Il Fair Play.. oltre il rispetto delle regole”  nell’intento di rafforzare il principio  che la lealtà nello sport – il fair play – è benefica per l’individuo, per le organizzazioni sportive e per la società nel suo complesso.

L’impianto  di via di Nazareth ha permesso altresì di arricchire l’offerta non solo sul piano formativo ma anche sul piano sociale. La struttura ampia, ricca di spazi interni ed esterni, alla guida di valide professionalità interne permette di aprire l’Istituto a ragazzi diversamente abili attraverso un progetto di proposte diversificate che ne favorisce l’integrazione sia nel contesto scolastico che in quello sociale.  Il progetto che si caratterizza per elementi quali: la comunicazione “alternativa” (come tappa di socializzazione), l’autonomia nel quotidiano, la facilitazione dell’apprendimento, lo sviluppo e il consolidamento delle abilità linguistiche espressive, l’assunzione delle proprie responsabilità, il rispetto e la valorizzazione di ogni forma di diversità, etc… si realizza attraverso una molteplicità di strumenti: dal teatro all’informatica, dal laboratorio artistico alla creazione di  una serra, dallo sport integrato al tirocinio al lavoro e quant’altro le professionalità umane interne  possano offrire. La visibilità delle attività realizzate nell’ambito del progetto viene offerta attraverso un sito dedicato e ancor più attraverso la realizzazione di un giornale telematico che vede la partecipazione di scuole in rete sul territorio nazionale.

Nell’anno scolastico 2005-06, viene assegnato l’incarico di Dirigente a Cigliano Maria Cristina , che tornerà successivamente dopo la Dirigenza di Pietro Caprarelli, che avrà la durata del triennio 2007-2010.

Successivamente la Dirigente Cigliano tornerà fino all’anno scolastico 2012/13, anno in cui l’Istituto perderà la sua Autonomia,  e successivamente, fino alla fusione con l’ITI Einstein, si alterneranno in reggenza il Dirigente Reale Paolo Maria ed il Dirigente Liberatore Daniele.

può essere espressa attraverso la lettura dei POF che si sono succeduti nel tempo

POF a.s. 2013-14;                POF a.s. 2007-08

 

 




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